[...]

Dimentica tutto. i nostri corpi. il sangue. il rumore del sesso. rimarremo qui. in questo caldo caldo oblio. fatto di nuvole. e nero. fatto di fiori. fatto di strade. e blues svaniti. a poco a poco. soppressi dalla notte. lascivi come la morte di due farfalle. e saremo tutto. e saremo nulla. - 14 ottobre 2003

lunedì, marzo 24, 2008

 
3 years
that radiohead
song in my head

ma ultimamente mi piace anche Simone White...

domenica, giugno 19, 2005

 
...c'era la superficie vitrea dell'iniezione...

"scappa uomo, scappa!"

dio non esiste. non ho mai cercato dio.

dio non è eroina
dio non è conforto


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voglio sotterrarmi
voglio cadere
non voglio credere.
sul punto di uccidere qualcosa.
la rabbia e il silenzio.
abbandonare tutto.
riniziare da capo.

ringrazio nur e luca per la loro amicizia e per il loro affetto
ringrazio hector per le sue foto, le sue parole e la sua vita
ringrazio lei, per la sua semplicità
ringrazio cale, per le estati in compagnia e le mail a cui non
ho mai avuto voglia di rispondere
ringrazio il conato che mi sta venendo su, freddo, immobile, obliquo,
perr questa uscita da esibizionista del cazzo.
perchè se ho scritto qui è perchè ho sempre avuto bisogno di essere letto.
ora questo bisogno viene meno
ora ho bisogno di bere.
lavare il cuore.
riniziare da capo.

ci rivediamo dall'altra parte, dove i buoni saranno cigni.



venerdì, giugno 17, 2005

 

adore

[sperando che il mio esame non scivoli in una storia alla Virzì
(come è stata la mia vita liceale finora) - continuando a fidarmi
delle persone (di una persona) dietro questo silenzio - piangendo - tagliando barba
- ripiangendo (piangendo mentre taglio la barba) - leggendo su internet felicità altrui
- lettere dell'università quando non ho voglia di andare all'università]

D: "ti è mai capitato di innamorati di una persona solo quando l'hai lasciata?"
H: "si, una volta. sai com'è. quando ti rompi una mano ne capisci l'utilità"

il fondo. ecco.



martedì, giugno 14, 2005

 
(si. lo so lo so lo so. dovrei mangiare. dovrei dormire. dovrei tagliarmi la barba e i capelli. dovrei smettere di aspettareche qualcuno mi chieda scusa. non voglio essere il poeta di nessuno. non voglio essere la lapide dei miei ricordi. non voglio ricominciare a parlare. "oddio tagliati la barba che sembri cristo". solo ricordando e ricordando. aspetto invano che le batterie del cellulare collassino. non ascolto musica. ascolto la mia rabbia. e le parole di Euripide dalla barba bianca,
più lunga della mia, che dice "non c'è". ha ragione Euripide: non c'è.)

giovedì, giugno 09, 2005

 
Solitudine messicana

E sono uno straniero infelice
contento di scappare per le strade del Messico
I miei amici sono morti su di me, le mie
amanti svanite, le puttane bandite,
il mio letto sbattutto e sollevato dal
terremoto - e niente erbasanta
per uno sballo a lume di candela
e sognare - solo spurghi d'autobus,
ventate polverose, e cameriere che mi sbirciano
da un buco nella porta
segretamente attizzate alla vista
degli onanisti fottenti i cuscini -
Io sono il Gargoyle
di Nostra Signora
che sogna nello spazio
sogni di grigia nebbia -
Il mio volto è puntato vero Napoleone
- io non ho forma -
La mia agenda è piena di R.I.P.
non ho valore nel vuoto
in patria senza onore, -
Il mio unico amico è un vecchio pederasta
senza macchina per scrivere
Che, se è mio amico,
lo beccherò nel culo.
Mi resta ancora un po' di maionese,
tutta un'inutile bottiglia d'olio,
contadini mi lavano il lucernaio
un matto si schiarisce la voce
nel bagno attiguo
cento volte al giorno
condividendo il soffitto con me -
Se mi ubriaco mi viene sete
- se cammino il piede mi cede
- se sorrido la mia maschera è una farsa
- se piango non sono che un bambino -
- se mi ricordo sono bugiardo
- se scrivo la scrittura è passata -
- se muoio il morire è finito -
- se vivo è appena cominciato -
- se aspetto l'attesa è più lunga
- se vado l'andare è andato -
se dormo la beatitudine è pesante -
è pesante sulle palpebre -
-se vado a un cinema da poco prezzo
mi assaltano le cimici -
I costosi non me li posso permettere
- se non faccio niente
niente fa

J. Kerouac
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MESSAGGIO DI SERVIZIO

Il blog è in ferie da oggi fino all'11 luglio.
falso motivo: studio per gli esami di maturità.
vero motivo: qualcuno lo sa...

vi lascio in compagnia
di una delle migliori poesie di kerouac
di thelonious monk e del primo sole d'estate.

buonanotte a tutti.

 
lacrime agli occhi vedendo vita intelligente femminile uscire dal dipartimento di letterature comparate
spendo ultimi soldi per cibo in cd di thelonious monk consolatore
due ombre invece di tre sotto un sole caldo di Babilonia meretrice*
sensi di colpa nei miei confronti - odio la commiserazione
accompagno a comprare disco di jovanotti in posto giagantesco
alpha test di cultura generale sul treno
e discussioni sull'inutilità del cristianesimo

* Apocalisse 17, 1 - 18

martedì, giugno 07, 2005

 
Quel contadino
si affida alla medaglia
di Sant'Antonio
e va leggero

Ma ben sola e ben nuda
senza miraggio
porto la mia anima

G. Ungaretti.


oggi ho scoperto che un'interrogazione di scienze vale più di me
oggi ho scoperto che in fondo alle bottiglie di scotch (nastro adesivo borghese) rimane uno strato fangoso comunemente identificato come humus
oggi ho scoperto che Dio esiste. Si, cazzo: dio esiste. Ma poi credo di averlo confuso con un'erezione.
oggi ho scoperto che metà di quello che scrivo non è poi così tanto male. è male metà di quello che penso e non scrivo.
oggi ho scoperto di possedere una notevole capacità di leccaculismo lessicale in ambito tesina & C.
oggi ho scoperto di avere nozioni sufficienti per riprodurre la merda allo stato chimico.
oggi ho scoperto di essere più felice che arrabbiato. e più sincero che volgare.
oggi ho scoperto un nuovo farmaco. si chiama dare pugni in faccia alla gente che incontri per strada.

"oh. guarda come è triste. poverino. cos'è? l'enensimo tentavivo di dare un'immagine di se stesso povera di aggettivi qualificativi?"

ma io ho la mia bella serie di aggettivi di qualificativi, per "d"io.

e tra questi

"mio"
"uno"
"nessuno"

lunedì, giugno 06, 2005

 
haiku del lavaggio rapido

lavo a secco
il cuore dentro sacchi
da obitorio.

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