Dimentica tutto. i nostri corpi. il sangue. il rumore del sesso. rimarremo qui. in questo caldo caldo oblio. fatto di nuvole. e nero. fatto di fiori. fatto di strade. e blues svaniti. a poco a poco. soppressi dalla notte. lascivi come la morte di due farfalle.
e saremo tutto. e saremo nulla. - 14 ottobre 2003
#32 religio
Immerso nel de rerum natura dell'
amatissimo Lucrezio
imprecando rumorosamente verso ogni divinità latina
per sintassi e metrica
sorpresa: la porta si apre e nel mio studio bianco ed empio
fa irruzzione un prete qualunque.
Allargo un sorriso palesemente forzato che vuol dire:
-già... sei venuto a benedire la mia casa, ma non me ne frega niente-
"neanche una preghierina? cos'è che stai studiando
per non venire a pregare con noi?"
"...Lucrezio..."
"ah... l'ho studiato anch'io trent'anni fa... bello, ma ricorda
che, come tutto, l'intelligenza è un dono di Dio. Io spero che Dio faccia
in modo di maturare la tua intelligenza bla bla bla... amen"
improvviso un segno della croce e lo fulmino con gli occhi ciechi
di notti insonni e ateismo.
non lo saluto neanche.
poi ritorno a lucrezio. un poeta agnostico determinista.
che odiava la religione come portatrice di una morale insensata
e della superstizione (appunto, la religio).