Dimentica tutto. i nostri corpi. il sangue. il rumore del sesso. rimarremo qui. in questo caldo caldo oblio. fatto di nuvole. e nero. fatto di fiori. fatto di strade. e blues svaniti. a poco a poco. soppressi dalla notte. lascivi come la morte di due farfalle.
e saremo tutto. e saremo nulla. - 14 ottobre 2003
#41 ha proprio ragione
L'esistenzialismo pensa che è molto scomodo che Dio
non esiste, poichè con Dio svanisce ogni possibilità di
ritrovare dei valori in un cielo intelliggibile. Non può
esserci un bene a priori poichè non c'è nessuna
coscienza infinita e perfetta per pensarlo; non sta
scritto da nessuna parte che il bene esiste, che
bisogna essere onesti, che non si deve mentire, e
per questa precisa ragione: che siamo su di un piano
dove ci sono solamente degli uomini.
Dostevskij ha scritto: "Se Dio non esiste tutto è
permesso". Ecco il punto di partenza dell'esistenzialismo.
Effettivamente tutto è lecito se Dio non esiste, e di
conseguenza l'uomo è "abbandonato" perchè non trova
nè in sé nè fuori di sé, possibilità d'ancorarsi. E non trova
anzitutto neppure delle scuse. Se davvero l'esistenza
precede l'essenza non si potrà mai giungere ad una
spiegazione riferendosi ad una natura umana data e
determinata; ovvero non vi è determinismo: l'uomo è
libero, l'uomo è libertà.
Se, d'altro canto, Dio non esiste, non troviamo davanti
a noi dei valori o degli ordini che diano il segno della
leggitimità della nostra condotta. Così non abbiamo nè
davanti a noi nè dietro di noi, nel luminoso regno dei
valori giustificazioni o scuse. Siamo soli, senza scuse.
Situazione che mi pare di poter caratterizzare dicendo
che
l'uomo è condannato a essere libero.
Condannato perchè non si è creato da solo, e ciò non
di meno libero perchè, una volta gettato nel mondo, è
responsabile di tutto quanto fa.
Jean-Paul Sartre